Pubblicato il: 12/02/2024

La Legge n. 104 del 1992 stabilisce una serie di agevolazioni per i disabili. Tra questi benefici, la legge riconosce al lavoratore, che assiste un familiare con disabilità grave ai sensi del comma 3 dell’art. 3 della legge 104, la possibilità di usufruire del c.d. congedo straordinario.

Con riguardo a questa misura, l’INPS ha comunicato importanti novità per il 2024. Vediamo cosa cambia.

Innanzitutto, il congedo straordinario è il periodo massimo di due anni nel corso del quale il lavoratore, che assiste un familiare disabile grave, può assentarsi dal lavoro. È un periodo di assenza retribuita: durante il congedo, il dipendente riceve un’indennità economica. Peraltro, il periodo di congedo è coperto da contribuzione figurativa ai fini della pensione.

Come detto, l’INPS ha annunciato aggiornamenti in relazione a benefici economici e contributivi nel caso di congedo straordinario. Nello specifico, sono stati previsti nuovi limiti massimi per la retribuzione e i contributi.

Quindi, cosa cambia nel 2024?

È importante precisare che questa misura spetta ai lavoratori dipendenti che sono familiari di una persona disabile in situazione di gravità a norma del comma 3 dell’art. 3 L. 104/1992. Questo beneficio è riconosciuto ai seguenti soggetti, in questo ordine di priorità:

  • al coniuge o alla parte dell’unione civile convivente o al convivente di fatto del disabile;
  • nel caso di mancanza, morte o invalidità del coniuge o della parte dell’unione civile convivente o del convivente di fatto, al genitore (anche adottivo o affidatario) del disabile grave;
  • qualora i familiari appena visti siano mancanti, morti o invalidi, al figlio convivente della persona con disabilità grave;
  • nell’ipotesi di mancanza, morte o invalidità dei soggetti finora visti, al fratello o sorella convivente disabile;
  • quando siano mancanti o deceduti o invalidi tutti i familiari elencati finora, al parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità.

Peraltro, la convivenza con il familiare disabile deve essere stabilita entro l’inizio del periodo di congedo e deve essere conservata durante tutto il corso del periodo stesso.

Occorre precisare che, durante il periodo di congedo Legge 104, il lavoratore riceve un’indennità che è pari alla retribuzione ricevuta nell’ultimo mese di lavoro precedente il congedo, calcolata con riferimento alle voci fisse e continuative (comprensiva del rateo della tredicesima mensilità, nonché delle altre mensilità aggiuntive, gratifiche, indennità, premi, ecc.), entro un limite massimo di reddito rivalutato annualmente.

Inoltre, il periodo di fruizione del congedo è coperto da contribuzione figurativa ai fini del diritto alla pensione (ossia, nel conteggio degli anni necessari al raggiungimento del diritto alla pensione) e della misura dei trattamenti pensionistici (cioè, dell’importo dell’assegno mensile di pensione).

La normativa (art. 42, comma 5-ter del d.lgs. n. 151/2001) stabilisce che, durante il periodo di congedo straordinario, l’indennità e la contribuzione figurativa spettano fino ad un certo massimale. Però, a partire dal 2011, affinché questo beneficio economico rimanga adeguato alle reali condizioni economiche, l’importo massimo di retribuzione e contribuzione viene rivalutato annualmente sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Proprio nel rispetto della normativa appena vista, l’INPS, con una sua recente circolare (la circolare n. 21 del 25 gennaio 2024), ha comunicato l’aggiornamento della determinazione, per il 2024, del tetto massimo complessivo della retribuzione e dei relativi contributi per i periodi di congedo straordinario in favore dei lavoratori familiari di disabili gravi (comma 3 dell’art. 3 L. 104/1992).

Dunque, qual è il nuovo massimale per il 2024?

Alla luce dei dati ISTAT, l’INPS ha comunicato che, nel 2024, per il congedo straordinario, il limite massimo complessivo della retribuzione e contribuzione per la generalità dei lavoratori non può superare la soglia di 56.586,00 euro.


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